home_pagechi siamogratosoul 2012gratosoul: la festa!attivitàil quartierelinkscontattiprova
la mia memoria
laboratorio di scrittura
le biografie degli altri
programma
perchè le biografie
20 gennaio-la parola
10 febbraio-la luce
9 marzo-il suono
13 aprile-il gioco
11 maggio-l'espresività
8 giugno-lo stupore
video e pensieri
capodanno
i semi
otto marzo
transformer
vuoilapace?pedala!
corso di tai chi

Venerdì 8 giugno h. 21.00

Lo stupore

Con Gianni Latino

Errare nei sentieri. Inoltrandomi nel buio i miei occhi scoprono le stelle.

 

Gianni Latino: Scrutatore del cielo boreale dall’età di 13 anni ha approfondito nel corso degli anni la conoscenza di stelle e pianeti erranti, comete e piogge meteoriche, nebulose e ammassi globulari attraverso l’osservazione del cielo notturno ad occhio nudo, con un semplice binocolo o con più pesanti sistemi equatoriali. Iscritto al circolo Astrofili di Milano dal 1972, ha collaborato con l’associazione di divulgazione scientifica Columbia errando con un planetario trasportabile tra l’hinterland milanese e la città di Lugano. Organizza abitualmente serate osservative nell’entroterra crotonese (Cirò, Savelli…) per onorare la bellezza dei suoi cieli bui.


 

Il mito Gagarin, la conquista dello spazio; Vostok, Soyutz, Sputnik, il grande sogno realista.

Quello passato, è il secolo delle grandi illusioni, il secolo corto si è detto, due grandi guerre che scottano ancora e una guerra fredda. Una rivoluzione, carica di passione, trasgressività, ideali di giustizia, carica di aspettative, spente già dopo i primi anni, una attesa tradita dall’aridità, dall’eccesso di realismo e di povertà creativa. La fantasia messa al bando per dare spazio alla mediocre burocrazia per difendere l’indifendibile. Eppure al di qua dei confini, oltre il muro, nel nostro mondo in apparenza libero, molti uomini e donne ci hanno creduto, hanno fatto il tifo perché quel modello vincesse.

È in questo contesto che, Giannino, il ragazzino affetto dal virus: “Comunismo dell’infanzia”, cresciuto a Pane e Leninismo, sogna di conquistare lo spazio. Con l’entusiasmo di appartenere alla classe operaia, classe che emancipandosi vincerà le ingiustizie, abbatterà il potere borghese, perché gli uomini sono tutti uguali, Giannino a soli dodici anni vende “l'Unità” casa per casa.

La lotta, il lavoro, la militanza, ma la sera dalla finestra di casa il suo sguardo è rivolto verso l'alto. Sogna Giannino e guarda, affascinato da quella volta nera con milioni di punti luminosi, li dove non esistono frontiere e confini, dove non ci sono muri che separano i corpi e le anime.

Trattasi di fisica, di matematica, di calcoli galattici, di scienza e statistica, ma Giannino insegue il sogno eretico dell’ignoto, della felicità. Dallo stupore del bambino, all’Astronomia Operaia del ribelle, un ordine caotico di un sogno errante.

Destinato ad errare per le galassie, Giannino, abbandona il mito Gagarin, avvicinandosi a Platone che in una notte buia, passeggiando per la via Lattea gli sussurra: “L’astronomia costringe l’anima a guardare oltre e ci conduce da un mondo ad un altro”. Ad un altro mondo guarda Giannino, un mondo fatto di grandi conquiste immaginarie, di utopie sfiorate, di fughe per galassie sconosciute. Un Don Chisciotte intergalattico che ha per ronzino un telescopio alla ricerca di una stella di nome Dulcinea.